La camera oscura nacque per soddisfare necessità in campo scientifico, come ad esempio poter osservare un’esclissi di Sole, senza incorrere in danni gravi per l’occhio umano.
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Il primo fra tutti fu nel IV secolo a.C. Aristotele, che ideò e creò la prima camera oscura in assoluto; quindi, ci furono molti secoli di buio in cui tale dispositivo non venne utilizzato, fino al X-XI secolo, quando l’astronomo arabo Alhazen utilizzò e migliorò la camera ottica per lo studio del Sole e della prospettiva. Con questo stesso scopo lavorarono con l’ausilio della camera ottica l’astronomo Guglielmo di Saint-Cloud e lo stesso Leonardo da Vinci, il quale migliorò notevolmente il dispositivo, che passò da essere una vera e propria stanza, ad una “scatola” portatile; ancora per scrutare il cielo e gli astri, la camera oscura venne impiegata dall’astronomo e matematico olandese Rainer Gemma Frisio e dall’italiano umanista e uomo di Chiesa, Daniele Barbaro. Dopodiché la macchina venne ampiamente utilizzata in campo artistico e si continuò a farne uso per lo studio della prospettiva e dei corpi celesti, fino ad arrivare agli anni ’30 dell’Ottocento, quando vennero inventate le prime vere e proprie macchine fotografiche

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